
Le mani accarezzano, toccano, stringono, gesticolano, il loro calore è confortante, la loro stretta affettuosa infonde amore nel cuore di chi ne ha bisogno. Questo post con questa immagine confortante la dedico a chi come mè fà delle terapie per malati di cancro, non mi fà più paura dire questa parola, prima la evitavo ma le cose vanno chiamate col proprio nome e non bisogna averne timore. Io oggi ho terminato il mio primo ciclo, non è certamente finita quì perchè la via Crucis sarà ancora lunga, praticamente sono solo nella mia prima fase , ma ho già visto abbastanza per poter capire quanta sofferenza esiste in quei luoghi di dolore e di speranza. All'inizio del mio percorso seduta sulla seggiola in sala d'attesa del reparto radioterapico ho avuto l'impressione che mi trovassi in un "campo di sterminio" ai tempi del nazismo, dove tutte le persone erano pelate, ridotte allo stremo, sulla carrozzina, sofferenti e stanchi, la differenza è che in questo caso il nemico è il mostro e ci si riduce così per le conseguenze delle cure salvavita che sono però devastanti per l'organismo. Mi sono meravigliata che nonostante la situazione negativa tutti mostrano un grande orgoglio, ho visto tante donne arrivare col cappellino per nascondere ai curiosi estranei i capelli persi, truccate e anche ben vestite per poi spogliarsi dell'apparenza e trasformare il loro essere in sofferenza, lì in quel luogo siamo tutti uguali, non è necessario travestirsi. Siamo tutti allo stesso livello, la prima domanda che ci si fà a vicenda , raccontando il proprio caso, è "come se n'è accorta?" perchè in quei casi il sintomo sentinella è importante e sapere come è successo serve per controllarsi, sì , perchè se il mostro si insinua una volta, dopo, si ha il timore di una recidiva. Ci si racconta senza timori di scoprirsi, ci si libera e a volte si riesce anche a sorridere dei propri guai, ci si conforta a vicenda, con alcune sono diventata quasi amica, ci si aspetta e ci si scambiano baci e saluti. Uscendo poi ci si rimette la maschera per nascondere il nostro stato agli sconosciuti, che spesso non per colpa loro , ci guardano con gli occhi della commiserazione il chè per un malato di cancro è l'azione peggiore che gli si possa dedicare. Dico a loro, lottiamo con tutte le nostre forze e sconfiggeremo questo mostro.
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