
Eccoci alla stagione autunnale! Questa finestra dà l'idea della stagione che stiamo vivendo. Cadono le foglie e il terreno si ammanta di esse. Come viviamo tutti noi l'arrivo della nuova stagione? Al primo punto, la cosa antipatica che dà fastidio alla maggior parte di noi è il fatto che ritorna l'ora solare, fa buio prima e il tempo si restringe per noi che siamo sempre indaffarate e vorremmo che una giornata fosse infinita. Punto secondo, dobbiamo abbandonare gli abitini leggeri per indossare pesanti cappotti, sciarpe e scarponi per affrontare l'aria frizzantina. Ma non termina qui! Per poter apprezzare una giornata così, influisce molto il nostro stato d'animo che viene ampiamente influenzato dalla nostra tristezza o dall'allegria del momento. Naturalmente l'autunno non è una stagione viva come può esserlo l'estate, dove i raggi del sole illuminano, risvegliano e fanno risplendere l'animo più cupo di questo mondo. I suoi colori sono spenti, prevale il marroncino, il giallino tendente all'arancio, persino il vivace azzurro del mare diventa opaco, i prati sono vuoti e silenziosi, il vociare e le corse dei bimbi restano solo un vago ricordo. Questa atmosfera non aiuta certamente chi è malinconico per condizioni personali o per caratterialità. Io ad esempio mi sono abituata a fatica a questa situazione climatica milanese, essendo nata in un clima mite e solare non ero abituata a temperature molto rigide. Le stagioni fredde, in Sicilia, le vivevo diversamente anche se, ultimamente, ho sentito che il tempo fa le bizze più in meridione. Mah... vai a capire!!! Dopo 31 anni, circa, sono riuscita a superarlo imbaccuccandomi come una nonnina. Noi adulti siamo fatti così, ci adattiamo con difficoltà ai cambiamenti, a differenza dei bimbi, che vivono con spensieratezza qualsiasi cosa accada e la affrontano con facilità senza lasciarsi influenzare da nulla, sono più forti caratterialmente e non si fanno problemi psicologici. Io ricordo che da bambina, a scuola, quando si affrontavano i temi sulle stagioni, le vivevo con allegria, si parlava dell'autunno e della natura che si mimetizzava con serenità, avverto ancora oggi l'odore del terreno umido e lo scricchiolio delle foglie sotto i piedini e se non mi sorregevo bene, rischiavo di scivolare. A volte le raccoglievo scegliendo quella più bella e la mettevo in mezzo alle pagine di un quaderno per ricordo. Mi viene in mente l'odore del fumo delle caldarroste sugli indumenti, delle quali ero golosissima. A volte penso che bisognerebbe crescere mantenendo l'animo sereno e allegro di un bambino. Presi dalle nostre attività e dai problemi non ci accorgiamo che ci sfugge di mano questo fascinoso susseguirsi di mutamenti ambientali e di quanto siamo fortunati. Siamo ciechi e sordi ma ammiriamo le opere d'arte che la rappresentano e adoriamo le poesie che le inneggiano senza renderci conto che potremmo toccarle e ammirarle con mano affacciandoci semplicemente alla finestra. Volevo fare un regalo alla grande Alda Merini che ci ha lasciati, pubblicando una sua bellissima poesia dedicata ai bambini.

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
Alda Merini