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mercoledì, 28 ottobre 2009
 



Scusate il ritardo per i miei ringraziamenti ai vostri auguri graditissimi. Sono rimasta    commossa nel notare che vi siete ricordati, ciò vuol dire quanto tenete a me. Sono molto fortunata ad avere amici come voi! A volte scopro   certi  blog che possiedono numerosi amici,  ma, con i quali, spesso, non  hanno contatti. Io invece  ho cercato di fare   una selezione  scegliendo  o accettando  persone con le quali  caratterialmente (valutando ciò attraverso i post o tramite il profilo) mi trovo  in sintonia. Diciamo che il mio motto è "pochi, ma buoni"! Con qualcuna ho rapporti  diretti, nel senso che mi sento anche telefonicamente. Sono riuscita a conoscere fisicamente l'amica Rosy, la quale  vive nel mio paese natio. A volte si parla a sproposito di internet e le amicizie virtuali, proprio perchè non sono praticabili  fisicamente, vengono definite false e spesso dubbiose. Sicuramente la rete và presa sempre con diffidenza, esistono purtroppo   persone che si camuffano per ottenere  altri scopi e quindi è importante valutare bene a chi si concede confidenze virtuali. Inizialmente io ero molto aperta  a tutti, essendo caratterialmente  sincera e inesperta sul campo, ma, oggi è difficile che ciò mi accade. Ad esempio, spesso mi capita di essere invitata a diventare amica di persone invisibili, con blog altrettanto invisibili. Ecco! Io non concepisco queste persone, se ci si iscrive in una piattaforma seria  come  Splinder, presumo che si voglia portare a conoscenza le proprie idee personali e farle conoscere agli  amici. Il fatto che invece non  ci si riveli o non  si possegga un blog attivo, fà insospettire perchè fà presumere che il blog sia solo un paravento per loschi scopi.  Mi è capitato anche  i ricevere pvt da sconosciuti che lasciano apprezzamenti  fisici e non diretti al blog. E' chiaro che  costoro non debbano essere presi  in considerazione . Voi mi giudicherete ingenua, magari per voi sono argomenti superati e direte che "ho scoperto l'acqua calda", chi naviga da tanto tempo è sicuramente abituato a questo genere di avventure  o disavventure virtuali, ma io ogni volta resto stupita, nonostante pratico la rete da un pò di anni perchè non concepisco, che possano esistere   persone   malvagie anche in questo ambito, che fanno del male a chi è in buona fede, la cosa mi spaventa perchè in fondo è un  mondo invisibile e chi fà del male  agisce,  poi fisicamente, inizialmente   tramite le parole innocenti  e ingenue della povera vittima. Vedi ragazzine adolescenti! Questo che viviamo oggi  è un mondo di cattiveria e falsità nel reale e nell'irreale e non sò se il motivo è per via della cattiva qualità della vita sociale, politica ed economica, che  ha  trasformato alcuni  esseri  in  tanti piccoli mostri da cui doversi difendere. Per fortuna non bisogna fare di tutta un erba un fascio e ci sono persone meravigliose sia in rete che nel reale. Voi ne siete un esempio e vi ringrazio di esserci! Vi abbraccio tutti!!!  Ps. Sono a corto di argomenti ultimamente e scrivo meno, ma appena ho l'ispirazione mi catapulto come ho fatto oggi.  A presto amici miei, se vorrete sempre seguirmi.

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categoria:riflessioni, amici, grazie

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giovedì, 15 ottobre 2009

Questo post è nato all'improvviso, senza rifletterci, quindi perdonatemi se scrivo sciocchezze senza senso. Non ho voluto attendere di elaborarlo perchè certe volte alcuni pensieri vengono percepiti meglio se sono scritti con l'istinto e dettati dal cuore.  Spero di farmi comprendere. Pensavo al tempo che scorre, che fra circa due mesi è già Natale anche se  ciò  mi sembra impossibile e mi chiedo "di già?". Da poco è passata l'estate e  siamo già alle porte dell'inverno, cambierà  l'ora  e le giornate si accorceranno. Solo l'anno scorso  in questo periodo ero in una situazione incerta, viaggiavo dall'ospedale a casa, non avevo una dimora fissa, in tutti i sensi.  Oggi sembro rinata ho ricominciato appieno la mia vita di sempre, con tutti i crismi che comporta, la convivenza con le colleghe di lavoro, i pezzegolezzi verso  l'antipatica di turno, le grandi  risate per  le sciocchezze dette. La vita in famiglia, le solite faccende di casa, alcune noiose ed altre  piacevoli. Le serate simpatiche o meno con gli amici.  Insomma, valutavo che il tempo scorre inesorabilmente e la  nostra vita  peggiora, migliora o  staziona, tutto  nel giro di 365 giorni, senza accorgercene. Corre in fretta ma noi non ci rendiamo conto, anzi spesso pensiamo che sia il contario e desideriamo che vada  più in fretta perchè amiamo i fine settimana in pieno relax, a casa nostra, con i nostri   affetti e appena siamo a metà settimana non vediamo l'ora che arrivi l'atteso venerdì.  Notiamo qualcosa quando i nostri ragazzi da fanciulli diventano ometti e si confrontano con noi  come adulti. Solo allora una vocina  flebile ci dice che stiamo invecchiando e che il nostro tempo và in declino.  Ma noi non la vogliamo ascoltare, non vogliamo arrenderci all'evidenza. Facciamo sport per tenerci in forma, evitiamo la vita sedentaria, continuiamo a  fare la vita che facevamo prima ma stavolta con un piccolo  affanno. Certo il mio pensiero và oltre e cioè quando il tempo inciderà  il nostro corpo con i segni  indelebili della vecchiaia  e per legge  di natura    porterà via da questo mondo, dove siamo solo ospiti, i nostri cari e noi stessi. Questo momento mi spaventa molto perchè non vorrei  sopravvivere ai miei affetti  e poi  non amo  l'essere delle tenebre,  ladro di anime, con il quale ho lottato, vittoriosamente, l'anno scorso.  Forse è meglio  non rendersi conto   del tempo che scorre è vivere la vita giorno per giorno senza   lasciarsi  angosciare dal futuro. Voi amiche/i cosa ne pensate? Vi auguro buona notte accompagnato da un bacio.




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categoria:riflessioni, invecchiare, orologio biologico

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domenica, 11 ottobre 2009


...a tutti voi che mi leggete

 


Mille splendidi soli è il secondo romanzo  dello scrittore americano di origine afghana Khaled Hosseini, portato al successo tramite il suo best-seller Il cacciatore di aquiloni. Pubblicato da edizione Piemme, è stato tradotto dall' inglese da Isabella Vaj nel 2007. Il titolo originale dell'opera è A Thousand Splendid Suns (2007, ATSS Publications). Il libro narra la storia di due donne e della loro vita durante i vari conflitti che negli anni si sono susseguiti in Afghanistan fino ad oggi. Il romanzo è dedicato a Haris e Farah e a tutte le donne del suo paese. Breve trama tratta da : wikipedia


In realtà il  sole allegro dell'immagine  è in contrasto con il racconto abbastanza crudo e violento del libro, ma non mi andava di postare un sole triste e malinconico, credo che se il sole modificherà la sua espressione, uguale sarà la nostra vita, invece, finchè la nostra stella vitale sarà allegra, avremo sempre una marcia in più e  mille speranze. Il libro, che ho letto tutto d'un fiato, mi ha fatto riflettere  facendomi cambiare alcune opinioni di preconcetto che avevo sulla condizione delle donne musulmane, dove vige arretratezza e ignoranza, per fortuna non dappertutto. Naturalmente non è il paese di provenienza che porta a ciò, noi occidentali, per ignoranza o per idee confuse, appena notiamo la provenienza Islamica ci distanziamo da loro e le guardiamo sospettose come fossero appestate, solo  per il loro modo di vestire differente dal nostro e per il fatto che spesso il loro viso non è visibile,  non riflettiamo che la loro condizione è dettata dalla legge religiosa mussulmana che impone regole ferree e assurde alle loro donne. Questo è il motivo per il quale pur essendo in un'altra nazione loro sono costrette ad attuare le stesse abitudini. Molti di noi Italiani hanno pregiudizi verso queste donne (io per prima, un tempo, oggi anche la politica Italiana che a quanto pare non ha altro a cui pensare) che sono costrette a portare costumi imposti per nascondere la loro identità. Capisco che un libro non può far cambiare idea così facilmente a chi ha dei preconcetti anche se, io, consiglio a queste persone di leggerlo per comprendere che, sotto la loro "cintura di castità", ci sono delle bellissime donne, identiche a noi, che hanno sentimenti di amore, di dolcezza, un'animo sensibile, un cuore immenso e soprattutto un grado di pazienza e sopportazione, che non ha pari, nell'obbedire a uomini - mariti - padroni possessivi e violenti, ma che devono nascondere dietro ad un velo che le fà apparire dei manichini inanimati. Noi non ci rendiamo conto che accusandole non facciamo che acuire la loro già disgraziata condizione, alla quale si adattano solo per costrizione violenta, facendo solo del razzismo inutile che spostiamo verso le varie razze che arrivano in Italia. Se ci proiettiamo ai tempi passati, anche in Italia i nostri avi consideravano le donne un oggetto (succede ancora oggi per la verità, ma grazie all'emancipazione ci difendiamo meglio, per quanto ci è possibile) per procreare e per servire il maestà-marito. La religione imponeva il famoso foulard per coprire il capo , i capelli andavano nascosti perchè erano considerati esempio di civetteria e  al cospetto di Dio bisognava essere seri. Ricordo mia nonna Lucia che lo portava spesso quando usciva o si recava in chiesa. Rammento invece l'altra nonna paterna che portava gonne lunghe e nere, che la facevano sembrare più minuta e più piccina di quella che era, per nascondere le gambe, oggetto di "perversione". Senza andare tanto lontano, io stessa ho avuto un padre padrone che mi  teneva rinchiusa in casa e  che non mi permetteva di usare i collant al posto dei calzettoni. Dunque, concludo, critichiamo (me compresa) sempre tutto e tutti senza analizzare e senza addentrarci sui motivi di ciò che ci disturba vedendo le cose solo nella superficie. Una volta quando iniziai a lavorare e non conoscendo l'ambiente pettegolo che dovevo affrontare, una mia collega più esperta mi disse: "Lucia.... prima di dire qualcosa della quale ti debba pentire, conta fino a dieci" E' più facile dirlo che attuarlo (visto che noi umani possediamo l'Oscar per la "critica - pettegolezzo") ma almeno proviamoci! La mia solidarietà per  le donne mussulmane!


 Per sdrammatizzare posto questa simpatica foto che fà sorridere


 


sussurrato da: lucia58 alle ore 13:18 Permalink | commenti (18) | commenti (18)--popup--
categoria:riflessioni, donne dellislam

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lunedì, 05 ottobre 2009


 

Premetto che noi siamo una famiglia di cineasti e quando è possibile, tasca permettendo e film  meritevole, andiamo. Ieri sera abbiamo visto un film di fantascienza scelto dai miei due uomini di casa(confidenzialmente vi dico che  di solito  non me lo permettono perchè i miei gusti da romanticona strappalacrime non coincide con  il loro, regola dice che  la maggioranza  decide e allora sono costretta, me tapina, a vedere ciò che loro mi propinano.) Il film era titolato District 9, un film documentario innovativo che nel primo tempo era di una noia mortale ma poi è diventato interessante e devo dire che mi è piaciuto molto. Praticamente è la storia di alieni ghettizzati dagli uomini  con una morale  antirazzista. Va beh...andatelo a vedere, ne vale la pena! Ora vengo al punto del post, nel vedere questi cinema trasformati in multisala, con, appunto, tante   minuscole   salette con numeri di posti limitati  dove si stà accalcati uno contro  l'altro, in poltroncine numerate, mi viene tanta tristezza. In più è  scomparso l'omino  che nell'intervallo fra il primo e il secondo tempo portava ogni genere di leccornia salata o zuccherata che , una volta, gustavamo nella visione del secondo tempo. Ricordate  quel signore che  passava con la sua cassettina in ogni fila e ci chiedeva cosa volevamo e  che se si spegnevano le luci all' inizio del film, accendeva la sua piccola torcia e girava finchè non soddisfava il  palato di tutti ?  Assurdo dell'assurdo, oggi invece  è una regisrazione dallo schermo  che  ci   invita  a recarci al bar  per l'intervallo.   E'  deludente  notare  che oggi  tutto viene calcolato con freddezza,  tutto è legato ad uno  scopo commerciale, quindi, tante salette piccole per assicurarsi di riempirle  accontentando i gusti cinefili di tutti, non importa se  comode, confortevoli  ed arieggiate, l'importante è assicurarsi un introito  giornaliero sostanzioso. Io ricordo che prima che chiudessero molti  cinema ad un'unica sala, la sera il centro di Milano pullulava di persone che prima di fare lunghe file interminabili in  biglietteria, all'apertura del cinema,  approfittavano di fare una bella  passeggiata o  andavano a mangiare  una pizza con le loro comitive. Questa giornata veniva ricordata con piacere tanto che essere andati al cinema, equivaleva  quasi ad una vacanza  alle Maldive. Forse le mie osservazioni sembreranno sciocche  e  di poco conto, dipende da come ognuno di noi vede le cose, ma credo che anche nella modernità e nei cambiamenti imposti dalla società bisognerebbe sempre  mettere calore e sentimento in tutto. Una buona serata amici miei.

 

sussurrato da: lucia58 alle ore 21:58 Permalink | commenti (9) | commenti (9)--popup--
categoria:pensieri, riflessioni, ricordi

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