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La vita, i colori della natura
la pace , la semplicità i bimbi ,
gli anziani , l'amore i baci e
il sorriso
La morte , Il Cancro
gli arroganti , i razzisti i prepotenti,
gli ipocriti
i furbi che approfittano del più debole
agendo sulla loro buona fede


Se avete piacere di portarmi nel vostro blog prelevatemi...

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Grafica e template creati esclusivamente per me dalla meravigliosa amica...
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domenica, 28 giugno 2009


Due morti mediaticamente chiaccherate. Oggi anche morire diventa un argomento giornalistico da trattare come una qualsiasi informazione di gossip, in questi giorni ci hanno bombardati su notizie in positivo e in negativo di ambedue personaggi, mattina a sera. Naturalmente ciò ingenera nelle persone che guardano e leggono, giudizi e motivo di confronto fra una morte e l'altra, senza rendersi conto che così facendo, viene posta in secondo piano, la tristezza che può portare la notizia della scomparsa di una persona, aldilà che sia un affetto personale, oppure no. In questi giorni ho sentito una frase ricorrente, nei riguardi di Michael Jackson, "non mi dispiace la sua morte perchè se l'è cercata!". Ammesso che sia accaduto ciò, io non giudicherei, penso che dietro ai numerosi interventi a cui Jackson si sottopose, ci saranno stati i suoi buoni motivi. L'educazione e la poca autostima ingenerano questo genere di situazioni, forse, lui pensava che avrebbe avuto più successo trasformando il proprio corpo nel colore della "razza eletta" o semplicemente non si era accettato. Noi non dovremmo criticare, visto che nel nostro piccolo, ricorriamo frequentemente dal chirurgo plastico per rifare seni, labbra e altre parti del corpo che non accettiamo. Basta ricordare il caso di Laura Antonelli che è rimasta sfigurata per un trattamento antirughe. Perchè non ci facciamo un esame di coscenza prima di dare giudizi colpevolizzanti? La morte di Fara Fawcett per fortuna non è stata commentata, visto che la sua morte è avvenuta a causa del cancro. Ma tanto per non far torto al primo è stato ricordato che, ai tempi della scoperta del suo male, fu molto criticata perchè, tramite un documentario, volle raccontare il suo terribile calvario, incitando, in questo modo, la medicina, ad aumentare i fondi per la ricerca contro il cancro al retto che è classificato, come frequenza, quasi allo stesso posto del cancro al seno, per le donne. Secondo me checchè si disse allora, ha fatto un'azione dignitosa avendo reso pubblica la sua condizione, a volte, sentire raccontare, da chi ha vissuto direttamente quelle tragiche situazioni, può servire a fare opera di convincimento in coloro che non sono abituati a fare visite di prevenzione e molto spesso, per questo motivo, non si salvano. Non c'è nulla di cui vergognarsi, basta pensare che è il male del secolo e chi più, chi meno, ha almeno una persona in famiglia che purtroppo è stato colpito da questo mostro invisibile. Io concludo senza altri discorsi inutili e porgo un saluto a queste splendide persone che ci hanno donato qualcosa di loro, moralmente e artisticamente. Ciao Michael e Fara. Ps. se avete voglia, godetevi questo dolce brano di Jackson
mercoledì, 24 giugno 2009

Dall'interno di una una finestra si riesce a intravedere il trascorrere di una vita. Basta dare un'occhiata attraverso i vetri e la mente galoppa nel passato. Quanti ricordi opachi attraverso quelle tendine, che hanno visto trascorrere albe, tramonti , notti stellate, temporali , fulmini, grandini, nevicate. Ogni mutamento di clima ci riporta a qualche aneddoto piacevole o spiacevole dei nostri trascorsi. Per molte persone è una ragione di vita quel rettangolino di luce, per gli invalidi costretti sulle sedie a rotelle, per gli anziani che non hanno più la forza di muoversi e malati in genere che sono costretti ad una vita sedentaria. Meraviglioso sentire gli uccellini cinguettare, attraverso le imposte, che annunciano l'inizio di una bellissima giornata di sole e nell' aprirle restare piacevolmente accecati, per un breve momento, da quella luce mattutina che penetra e si insinua in ogni angolo della casa. Bellissima la brezza frescolina del mattino che ci lascia un piacevole brivido nelle membra. Dolce il rintocco delle campane che annunciano l'alba facendo risvegliare la natura. Attraverso i vetri si cominciano a vedere sagome in movimento, mezzi di trasporto che scaldano i motori, la vita che ricomincia a muoversi. Il primo pensiero di noi esseri umani, appena alzati, ancor prima di far colazione è quello di andare alla finestra, dopo aver alzato la tapparella e spostato leggermente le tendine, osservare il mondo che ci circonda. Le finestre sono una parte essenziale della casa è la nostra spia che ci dà le prime notizie della giornata e ci annuncia buone nuove o in alcuni casi, purtroppo, anche cattive. Quanta cura ci si mette nel tenerle in ordine, nella pulizia e nella scelta delle tendine, per renderle eleganti e accoglienti alle nostre ricorrenti visite. 
lunedì, 22 giugno 2009

Come è complicata la convivenza con i nostri simili, sul lavoro in particolare, il luogo dove la convivenza con i colleghi è superiore a quella passata con la nostra famiglia e con gli estranei dove, sebbene per pochi secondi, si può arrivare ad un conflitto per svariati motivi. Tante teste pensanti è difficile che vadano daccordo, ognuno di noi è un piccolo mondo e per questo motivo viviamo ognuno nel proprio habitat, in modo da non ledere lo spazio altrui. Ma questa apparente serenità vige finchè non si varca la soglia di casa propria, subito dopo cominciano i dissidi. Si potrebbe convivere in armonia se esistesse un reciproco rispetto e la non prepotenza. Purtroppo chi ha carattere malleabile, il cosiddetto buono, che non desidererebbe altro che avere un rapporto sereno con i simili, ha vita grama nel confronto con colui che dà a questa caratterialità un significato errato, scambiando la bontà per poca caratterialità e si sente in dovere di schiacciarlo, imponendogli la propria autorità e prepotenza. Poi c'è la categoria dei furbi che hanno poco rispetto per le regole e vogliono avere ragione a tutti i costi pur riconoscendo di avere torto, costoro spesso hanno la meglio perchè sanno girare le cose a loro favore. Noi mamme, con i nostri piccoli, nella prima educazione, tentiamo di imporre loro delle regole pacifiche nei giochi con i propri compagnetti, bandendo ampiamente discorsi sulla generosità e la non violenza ecc ecc. Tutti bei propositi che loro stessi , pur bimbi, modificano appena notano che l'altro amichetto non attua lo stesso comportamento e noi madri, non possiamo fare altro che prenderne atto. Crescendo, la situazione peggiora e ci si accorge sempre più che in questa società non possono esistere "i buoni", razza in estinzione. Alla povera vittima non resta che difendersi per non essere annullato, mettendosi sul piede di guerra. Non avrei voluto concludere così questo post perchè io sono una persona pacifica e con un carattere molto sereno e altruista, ma ho dovuto arrivare a questa deduzione perchè ho vissuto e vivo tutt'ora questa condizione , all'età di 50 anni , sulla mia pelle. Essere posta in condizione di modificare il mio modo di fare mi fà star male, avrei voluto dire delle cose migliori parlando di un dialogo democratico risolutivo che ribadisco sempre quando ci sono questo genere di problemi, ma a volte, con determinate persone, non c'è ascolto e allora bisogna agire di conseguenza, ahimè! 
lunedì, 15 giugno 2009

In questi giorni ho rispolverato vecchi ricordi conservati in una cartellina, nel mio armadio. Mettendo in ordine documenti sanitari e tant'altro, mi sono trovata in mano un gruppetto di cartoline e bigliettini, conservati da anni, ricevuti da amici e parenti da varie località di vacanza, marittime e non. Ho riletto con piacere i numerosi biglietti di auguri per i miei compleanni ed onomastici e sono rimasta allibita nel notare quante persone mi hanno pensata negli anni, nelle vacanze e nelle occasioni. Ho scoperto che tramite le righe di un biglietto si può fare un piacevole tuffo nel passato e rivivere quegli attimi di serenità e di spensieratezza. Un passato giovane che sappiamo non tornerà più ma che vive nei nostri ricordi. A volte basta così poco per dimenticare i periodi brutti attuali se pensiamo a quelli belli andati via. Leggendo le varie frasi pur semplici di un banale augurio si può notare, attraverso la calligrafia, l'affetto che vi si ripone nel riempire con l'inchiostro quella pagina bianca. A volte cestinare i ricordi, soprattutto quelli scritti è come voler cancellare un pò la propria vita, ma ciò può essere ammissibile, quando, in realtà non si vuole ricordarla per motivi personali. Io ad esempio sono una persona che non ama conservare vecchie cose, anzi mi si rimprovera ovunque la mia mania di far manbassa di tutto a causa dei miei improvvisi raptus di manie di ordine, mi rendo conto che è così bello ritrovare uno scritto del proprio figlio che nell'augurarmi buon compleanno, scrive" ti voglio bene" o un marito che scrive "sei la luce dei miei occhi". E' commovente e nel contempo divertente rivedere i disegni delle allora bimbe delle mie amiche che mi dedicavano dei disegnini innocenti, coloratissimi, che raffiguravano me con una gran massa di capelli in testa, sinonimo dei miei ricci. Io penso che le parole volano via e si dimenticano facilmente, ma gli scritti restano all'infinito, se sono ben custoditi.

giovedì, 11 giugno 2009
 
Il bikini compie 60 anni di età.
Nacque nel lontano 5 luglio 1946 per opera di un sarto francese, Louis Réard. Si fece fatica a trovare chi lo indossasse per via dei pregiudizi di quei tempi. Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris, prima immagine sulla sinistra, fu la persona che ebbe il coraggio di farlo. Il nome bikini riprende il nome dell’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti stavano facendo esperimenti nucleari.Doveva quindi fare l'effetto di una bomba e pare che hai tempi lo scopo fù azzeccato.
Da allora questo capo si è evoluto sempre più e non è mai tramontato, anzi è diventato un capo essenziale per le vacanze al mare. Le dimensioni dei due pezzi si sono notevolmente ridotte, gli slip sono diventati dei triangolini contenenti il minimo indispensabile e lo stesso la parte superiore. Tutte noi donne abbiamo utilizzato questo capo almeno una volta. Da ragazze, possedendo un fisico snello, lo si mette con più disinvoltura senza preoccuparsi delle prominenze, pian pianino, quando la cellulite e qualche chiletto in più si fà sentire ci si scopre l'indispensabile e subito dopo viene in aiuto la manna del pareo o dei pantaloncini che nascondono i punti salienti che si ha vergogna di mostrare. Quando invece nulla può nascondere le rotondità, troppo evidenti, ecco che appare il costume intero, per sentirsi più a proprio agio e meno svestite. Ma c'è chi non ama rinunciarci e appena arriva la primavera, comincia con feree diete per raggiungere il peso forma e riindossare quei capi striminziti. Il bikini è un capo molto ammirato dai signori uomini che da sdraiati, in spiaggia, si godono beati le sfilate delle signorine che sfoggiano i due pezzi multicolori. I loro occhi seguono il loro percorso a cominciare dalla parte anteriore, per finire su quella posteriore, dove lo sguardo si acutizza di più, nascosto dagli occhiali scuri da sole per non farsi scoprire guardoni dall'eventuale compagna o moglie gelosa. Lo sguardo fissa quelle rotondità posteriori, finchè l'elemento di piacere si allontana dalla loro visuale e diventa un puntino impercettibile. Quindi il bikini, oltre ad essere un capo femminile che libera il nostro corpo dagli indumenti invernali nei quali siamo costretti a nasconderlo è anche una bella vista per gli ometti che si lustrano gli occhi nel vedere quei sinuosi corpi semi nudi girovagare per la spiaggia. Concludo facendo gli auguri a questo capo ampiamento utilizzato da noi donne . 
lunedì, 08 giugno 2009
Stasera dedico questo post a due splendide amiche che mi hanno donato questi premi un pò di tempo fà. Resto sempre allibita quando li ricevo perchè non penso di meritare tanto. Ma sapere che ci sono amiche che leggono i miei post, apprezzano ciò che scrivo e ritengono di regalarmi un'immagine simbolica per farmi capire che tengono a mè, mi riempie di gioia. Io a mia volta li dono a tutte le amiche e gli amici, non riuscirei a scegliere perchè mi spiacerebbe per gli altri. Ringrazio le due dolcissime amiche lasciandovi il loro indirizzo invitandovi ad andarle a trovare nei loro blog.
Ne vale la pena! Elvira 
Daniela 
Posto questa poesia dedicandola a tutte le amiche del blog che, come Elvira e Daniela, mi apprezzano e mi sono state sempre state vicine e mi leggono sempre volentieri.
Vi voglio bene! 
UN DONO
di Mahatma Gandhi
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
giovedì, 04 giugno 2009

Si potrebbero scrivere innumerevoli pagine di un voluminoso diario sulle emozioni, sui pregi, sui difetti, e sulle contraddizioni di noi donne. Siamo esseri con una carica emotiva molto ballerina, riusciamo a ridere a crepapelle, ma basta poco per farci andare in crisi e fiumi di lacrime solcano il nostro viso. Siamo permalose e ci offendiamo per un nonnulla. Siamo molto instintive, agiamo senza contare fino a 10, come ci viene spesso consigliato dai saggi, ma col senno del poi, ci pentiamo, pagandone le conseguenze. Andiamo su tutte le furie perchè amiamo la perfezione e pretendiamo che gli altri siano come noi. Siamo tanto spendaccione, ci piace da morire fare schopping, abbiamo sempre qualcosa da acquistare, i nostri armadi sono stracolmi, ma per noi sono sempre vuoti. Le borse e le scarpe che possediamo, chissà perchè, non si intonano mai con l'ultimo capo d'abbigliamento acquistato e la serie aumenta. Ne abbiamo talmente tante che non sappiamo più dove conservarle e così pian pianino finiscono in cantina ammucchiandosi alle altre. Per non parlare del vestiario, da un anno all'altro cambia la moda del corto, del lungo, del largo e dell'attillato e per stare al passo, ogni nuova stagione è una scusa per sostituire i capi "vecchi". Amiamo osservare la nostra categoria che possiede fisici snelli e slanciati, l'ammiriamo con un pizzico di invidia repressa, ma facendo intendere il contrario, criticandole. Ci piace essere vanitose e farci osservare. Adoriamo spettegolare e capita immancabilmente che fra colleghe di lavoro o nei gruppi di amicizie c'è sempre un capo espiatorio, cavia, che sarà oggetto di critiche per la sola colpa di avere un particolare carattere o per un eventuale difetto, quindi il poveretto/a, sarà oggetto di sfogo e argomento di discussione. Nei riguardi dell'amore siamo possessive e gelosissime, vogliamo essere sempre al centro dell'attenzione e a volte rischiamo di rovinare tutto. Ho voluto elencare un pò delle nostre caratteristiche, che possono essere giudicate negative nei confronti del nostro sesso, non attribuibili a tutta la categoria ma a chi si riconosce in questi aneddoti. Sarebbe stato naturale scrivere solo delle bellissime qualità che a noi donne non mancano ed era inutile che le descrivessi, anche perchè, l'ho fatto in un'altro post. Non volevo essere ipocrita ed ho voluto essere obbiettiva. Io non le ritengo negatività, ma vita e se fossimo perfette, senza difetti, se difetti possono definirsi, ci sarebbe da riflettere perchè non saremmo normali. 
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