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venerdì, 30 gennaio 2009

Foto0700


Nebbia a Milano, questa sera è proprio fitta e  la foto che ho scattato col cellulare, nel prato vicino  casa mia,  da un pò l'idea. Scrivo di questo fenomeno meteorologico perchè essendo siciliana, nel lontano 1978,  quando arrivai a Milano, rimasi allibita la prima volta che la vidi, visto che al mio paese non avevo mai assistito  alla visione di questo strano paesaggio. La sensazione che ebbi fu quella di soffocamento, forse perchè, intimorita  della scarsa  o inesistente visibilità, mi dava l'impressione  che mancasse l'ossigeno. Oggi, lo spettacolo che appare   ai miei occhi  e diverso da allora,  lo vivo come un mondo da favola, quando, nel  buio, scorgo quei  giochi di luci  dei lampioni delle strade che sembra rompano quel muro e creano  quel bell'effetto. Nei prati i colori  si confondono e  sembra quasi che gli alberi  non posseggano il tronco ma  solo  i rami, come sospesi nell'aria. Sembra un mondo nuovo, dove per magia, tutto sparisce per poi riapparire  alla luce del giorno. Questi naturalmente  sono alcuni  degli aspetti positivi, ma esistono purtroppo anche i lati negativi per chi si trova alla guida, che rischia  incidenti per la cattiva visibilità. Un poeta avrebbe descritto con maestria questo spettacolo, molti hanno scritto delle poesie sull'argomento  e mi spiace tanto non riuscire ad esprimermi in rime, perchè, secondo me sarebbe meritata una dedica poetica. Non sò se a voi amici/e fà lo stesso effetto la nebbia. Approfitto per augurarvi un buon fine settimana.


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categoria:nebbia

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martedì, 27 gennaio 2009



L'orologio biologico della nostra vita scorre senza mai fermarsi.

Tic tac... fanno le lancette, imperterrite, iniziano  a scorrere già da quando i nostri  spermatozoi si insinuano nel ventre di nostra madre.Se percorro tutto a ritroso, mi  rivedo bambina  fra le braccia dei  miei genitori,scopro  i sorrisi e la felicità nei loro occhi e nel godere dei miei  progressi. Più si cresce e più la vita comincia ad essere intersecata,difficile  e carica di spine.Ogni passo, un gradino da superare e  il raggiungiungimento della vetta,una grande  e faticosa vittoria. Come sarebbe bello riuscire  a cancellare  gli eventi spiacevoli  del nostro percorso di vita come si fà su un foglio di carta e riscrivere tutto  daccapo.  Sento dire che le esperienze di vita negative ci fortificano e ci servono come lezione. Ma... io, sinceramente, ne farei a meno e non credo a questa ipotesi, secondo me, se  non accadessero sarebbe meglio. Gli errori si rifanno, io ad esempio cerco di dare fiducia alla vita e al  prossimo anche se poi, prendo
delle grandi batoste, non riesco a  cambiare il mio modo di essere. Alla mia età non si può cambiare! Se si è deboli, così si resta e se si è forti, lo si è per sempre. Mi rendo conto che non si può modificare o sostituire  nulla nel nostro percorso che forse ci è stato destinato. Le mie sono solo fantasticherie di donna illusa, la realtà è un'altra, mi riporta a quel ticchettio che insistente rimbomba nelle mie orecchie che prosegue il suo tempo, costringendoci a corrergli dietro e ad invecchiare con lui senza poterlo modificare. 





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categoria:riflessioni, fantasticare, orologio biologico

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domenica, 25 gennaio 2009



In una giornata festiva, domenicale, che viene dedicata alla famiglia, tranquilla senza stress lavorativi ed altro, io vengo a  rompere le scatole con un argomento  per nulla festaiolo, anzi,  che fà rabbrividire.

Voglio ricordare le violenze sulle donne.

Peraltro io ho già fatto dei post inerenti a questi fatti ma non è mai troppo discuterne  e ricordarli, visto  che  abbiamo notizie recenti.

Per loro non c'è domenica che tenga.

Stavolta non voglio  entrare nel merito dei fatti accaduti, ma vorrei immedesimarmi in una donna che subisce questa mostruosità.

 Rifletto, pensando al momento che si presentano questi bruti che con vigliaccheria usano anche le armi per farsi forza,creando  nella persona    l'impossibilità a  reagire e si troverà   costretta  ad acconsentire a quella brutalità.

Cosa corre nei pensieri di queste donne mentre ciò si svolge?

Credo di tutto!

Per primo, il terrore di essere uccisi e  la rabbia per non poter agire in altro modo che gridando e implorando il killer violentatore di non fare un atto che è  sempre stato legato all'amore e non alla violenza.

Si diventa credo degli automi e si subisce come essere in trance.

Non credo che si riesca ad estraniarsi da ciò che avviene in quel momento, magari si riuscisse ad avere questa forza, ma penso che nell'immediatezza, non essendo preparati  al fattaccio, non si puo fare auto training.

Troppo sconvolgente un fatto così drammatico, io credo che la donna in questione  spera solo che tutto si svolga  e si concluda in fretta.

E poi? Il dopo violenza?

Queste donne vengono aiutate da centri che organizzano sedute psicologiche per far sì che queste martiri possano superare quel momento, ma riusciranno mai a farcela?

Potranno mai scordare quei  secondi o i minuti che hanno vissuto? Credo sia impossibile! 

Resterà sempre nella mente quel  drammatico ricordo  e penso che l'aiuto maggiore debba essere dato dalla famiglia che vive con loro 24 ore su 24, dandogli amore.

Dedico questa giornata e il mio affetto a tutte le donne che hanno subito violenza con la speranza che credano, nonostante tutto, che non tutti gli uomini sono malvagi e che  riacquistino  fiducia nell'amore, elemento essenziale della vita!


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categoria:pensieri, tristezza, violenze sulle donne, immedesimarsi

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giovedì, 22 gennaio 2009


La serenità che alberga in noi  dipende  da  motivazioni legate alla vita che ci è stata riservata, problemi sentimentali, economici, di salute ed altro,  che, volente o nolente, sono la causa dei  nostri malumori e di infelicità. Credo che se noi non viviamo in armonia con il nostro stato morale e fisico,  non riusciamo a donare affetto e amore. La nostra negatività la introettiamo dentro di noi ma la distribuiamo a chi ci stà vicino. Già da piccoli viviamo queste sensazioni, da quello che ci dicono gli scenziati, persino quando stiamo nel ventre della nostra procreatrice,  viviamo  i suoi umori e ci comportiamo di conseguenza. La nascita e la crescita di un bimbo sereno e  con autostima è legata all'armonia  che vive in casa, se i genitori   trasmettono  bene e    pace interiore, automaticamente il figlio crescerà con le sue sicurezze e  senza  subire  influenze  esterne, nel caso contrario sarà un insicuro e un debole. Bisognerebbe seguire  delle lezioni di psicologia pedagogica prima di diventare genitori, io personalmente ho letto un libro, prima di avere il mio Carlo, di un bravissimo pediatra  e pedagogo che oggi non è più al mondo, Marcello Bernardi, che scriveva dei manuali a favore dei bambini e dava indicazioni  di educazione, non repressive ma di libertà, ai futuri genitori. Riporto una  sua tipica ed emblematica  frase rivolta ai piccoli "Non credere a chi ti comanda, a chi ti punisce, a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride, a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza. Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero". Non sempre un libro  o le esperienze di altri aiutano a farci comportare in un modo piuttosto che in un altro, molto   spesso ci affidiamo ai nostri istinti  e ai nostri umori e non ci accorgiamo di creare  dei danni  irreversibili  al nostro prossimo,  che se li porterà come un carico  pesante nell'età adulta. Oggi giorno è difficile che alberghi serenità in noi perchè stiamo vivendo un era difficile  e dovremmo estraniarci per poterlo essere. Si percepiscono   giorno per giorno sul lavoro e sulle strade, difficoltà di  vita di ogni genere, le persone fanno fatica a sorridere e il buonumore alberga in pochi. Io penso che l'unica soluzione sia di aggrapparsi a quelle poche felicità che ci vengono regalate nel nostro piccolo e goderne, per quel che possiamo, donandole anche  agli altri. Intanto  comincio  a farvi sorridere  io,  regalandovi   questo video  simpatico, che mi ha mandato un'amica per email ,  inerente al periodo nevoso che abbiamo appena superato da poco  a Milano. Come sempre vi lascio un bacio.




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categoria:pensieri, riflessioni, momenti, serenità, felicità

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martedì, 20 gennaio 2009


La macchina da scrivere ve la ricordate?  Fu inventata dall'avvocato novarese Giuseppe Ravizza nel 1846. Premetto che amo l'innovazione e che ben venga il pc e i programmi  di office che ci danno l'opportunità di scrivere col sistema della videoscrittura. Ma non bisognerebbe scordare l'importanza che ebbe ai tempi la famosa macchina da scrivere. Penso a quanti poeti e scrittori la utilizzarono  per comporre i loro capolavori. Sento ancora  nell'aria il ticchettio dei tasti  che venivano schiacciati dal dito indice,  l'odore delle carta carbone copiativa e dell'inchiostro. Ricordo l'impegno che ci si metteva per memorizzare i tasti per  poter scrivere più velocemente, tant'è che nacquero dei corsi per dattillografia dove per velocizzare ultreriormente il lavoro, si  insegnava  l'uso delle dieci dita.  Tante  donne trovarono lavoro con la mansione impiegatizia  di dattilografe. Molti di noi l'hanno usata  anche a  casa e credo che  ogni famiglia ne possedesse una. Bei tempi quelli! Oggi tutti gli strumenti sembrano creati  in attinenza ai nostri tempi, devono essere veloci come noi. Con ciò  non voglio dire  che non sia un bene perchè tanti oggetti o elettrodomestici ci rendono la vita meno complicata, ma  alcuni sono stati creati con lo  scopo di sveltire i nostri lavori perchè i nostri minuti,  oggi, sono oro. Noto però che tutto ciò che è sorpassato ritorna sempre in auge e tanti oggetti  che sono stati sostituiti da altri più pratici, restano dei cimeli e la macchina da scrivere lo è. 


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categoria:pensieri, ricordi, macchna da scrivere

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domenica, 18 gennaio 2009


 Ho trovato   in un sito questa bellissima immagine e siccome, come voi saprete, sono amante del mare ed in più ho vissuto  il faro  a Punta Secca, un borgo marinaro in provincia di Ragusa nella mia Sicilia,  ho tentato di cimentarmi con una poesia  attinente all'immagine postata. Siccome sono una brava   dialogante (non sò se è un termine esatto, ma penso che avrete capito) ma in versi lascio un pò a desiderare, per la prima volta  ho deciso insiema alla mia dolcissima cara  amica  e compaesana  Rosy , di unire i nostri versi e creare una poesia a 4 mani. In realtà  il lavoro più grosso l'ha creato lei che  è capace di suscitare grandi emozioni poetiche, anzi, invito chi ama le poesie, ad andare a visitare il suo blog. Bene! Vorrei il vostro giudizio! Come sempre lascio un bacione a tutti, buona serata e buon inizio settimana.


********

La luce nelle tenebre



Splende all'imbrunire,

trafiggendo le onde marine...

La luminosa scia

percorre oceani

di acque spumeggianti...

Riferimento per naufraghi

apre varchi di luce a pesci guizzanti,

imponente all'orizzonte

scolpisce di luce uno stellato cielo...





Sarà luce nelle tenebre

ad illuminar un cielo senza stelle?

Sarà tenebra in una notte scura?

Le spumeggianti acque

percorreran sferzanti

e alfin,ebbre d'ondeggiante alma,

approderan all'agognata riva...




sussurrato da: lucia58 alle ore 17:38 Permalink | commenti (19) | commenti (19)--popup--
categoria:poesia, poesia a 4 mani

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mercoledì, 14 gennaio 2009


Mi muovo nei  meandri di questa  vita 

con difficoltà

  fatico ad   accettare una  sconvolgente realtà

con rassegnazione  affronto i  disagi

sorrido con sottile ironia agli eventi del mondo

poco mi importano

fingo  di concedermi alla quotidianità

mi sento  invisibile creatura

non facente più parte di questo mondo

vivo la solitudine interiore 

 Nel  tortuoso  tragitto

mi tendono una mano

gli affetti

ne percepisco il calore

 che  non riesco ad afferrare

    nel  dolore che è solo mio

soffoco le mie  lacrime  

ho freddo nel cuore

vorrei coprirmi di pace interiore e serenità 

ma nulla  è  concesso nel  mio mondo impietoso

di solitudine

  soffro in silenzio

 con grande coraggio affronto il  nemico

lo sfido con le armi della dolcezza e della ragionevolezza

imperterrito  mi impone la sua presenza

che non desidero

lo scaccio 

  lo maltratto 

lo  imploro di lasciarmi libera

   di vivere la vita

spero  di  impietosirlo

desiste

almeno .... credo!  

Non mi fido

ho imparato a convivere con i dubbi

sperando di ottenere certezze!



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categoria:pensieri, tristezza, sofferenza, io invisibile creatura

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martedì, 13 gennaio 2009


E' così difficile tenere la lingua a freno? Per tanti pare di sì! Se non dicono la loro scoppiano, non hanno  limiti e  non riescono a trattenersi. Io caratterialmente sono una persona che tiene tutto per se,  evito di esprimere la mia opinione quando noto che l'argomento non è  più pacifico e l'interlocutore và in escandescenza alzando il volume della voce. Siccome  definisco questi elementi  "prepotenti e finti saccenti", non reputo più di continuare e concludo  l'argomento. A volte questo atteggiamento può sembrare quasi una sconfitta e cioè, si molla la situazione perchè non si riesce  a contrabattere l'altro, (il chiaccherone) perchè facilmente influenzabili e poveri di idee. Questo  può essere una realtà nelle persone con poco carattere e quindi  malleabili, ma spesso il motivo vero è  che gli elementi pacifici,  come il mio caso, non desiderano questo acceso dialogo, non è nel loro carattere discutere litigando  e lo troncano sul nascere. Secondo me coloro che alzano la voce sono le persone più insicure, difatti, urlano perchè non hanno altri metodi di convincimento. I loro argomenti sono limitati pur possedendo un ricco bagaglio di vocaboli, gridano per creare disagio  all'altro  e  metterlo  in condizioni di tacere. Sono convinta che molti litigi siano motivati da ciò, se si uniscono due caratteri, diciamo, forti e ognuno dei due vuole avere ragione e nessuno dei due lascia perdere, si arriva ad assistere anche a scontri fisici.  I due poli della calamita    se sono uguali non funzionano, se invece sono diversi si attraggono, difatti,  la duratura di un rapporto di coppia penso che sia dovuto a questo motivo, uno dei due deve essere più malleabile altrimenti gli scontri sono continui e il matrimonio sarà breve. E' vero anche che chi cede e colei/colui  che ne paga le conseguenze, perchè subisce e incassa  e tiene per sè tutto senza potersi liberare, ma credo che se si ama, ciò passa in secondo piano e poi..... diciamoci la verità.... noi donne, sappiamo bene come fare per  girare attorno all'ostacolo,  fare ciò che vogliamo e  far valere la nostra,  anche nel nostro silenzio! Vero?


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categoria:pensieri, riflessioni, quando tenere la lingua a freno

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sabato, 10 gennaio 2009


Oggi voglio dedicare questo post  ai civili  che stanno vivendo lo scempio che  provoca la guerra fra Israele e Palestina e nel mio piccolo voglio dimostrare loro solidarietà. Mi fa tanta rabbia   vedere innocenti inconsapevoli  in ospedale, feriti dalle armi,  per mano di adulti, che  dovrebbe  invece essere un esempio di pace e amore per loro. Vedere ciò nelle immagini dei telegiornali mi sconvolge  sempre. Dico sempre, perchè la pace nel mondo non c'è mai stata e queste immagini  continuano a ripetersi. L'uomo non è mai in pace, si inventa qualsiasi motivo per usare le armi  che   a quanto pare è  più semplice  che utilizzare la pacifica forma del dialogo. Io non voglio entrare nel merito dei due popoli in guerra perchè stare da una parte o dall'altra e come dare una scusante al conflitto. Daltronde se noi facessimo un'analisi,  ogni nazione è in guerra anche non dichiarata. Secondo me, se dessero la possibilità di ottenere un'arma  a chiunque per farsi giustizia da sè, senza che intervengano articoli di   legge che lo vietano, quando avremmo dei disguidi con i nostri vicini  o i nostri cari, sono convinta che molti la  userebbero. Già abbiamo degli esempi! Vedi il caso dei coniugi assassini di Erba. Mi domando sempre come si può arrivare al punto di uccidere e sapere che quella persona sparirà per sempre, cosa può creare tanta rabbia  dentro il cervello   di quella persona al punto di fargli premere il grilletto assassino. Un uomo pensante che ha costruito ed ha realizzato cose stupende ed avanzate tecnologicamente ad un certo punto decidere di distruggere tutto. Non riesco a concepirlo! Io comprendo che nel  nostro piccolo, sia nel campo  familiari che lavorativo, ci sono sempre motivi di litigio, ma, se si riflette e si viene ad un compromesso si può risolvere e si può ottenere quella pace interiore, facendo svanire quei fumi che accendono il brutto sentimento chiamato odio che fa perdere ad alcuni il lume della ragione.

Io non sono cattolica però questo papa mi entrò nel cuore e voglio riportare un suo scritto riguardo alla pace nel mondo,   confidando nei giovani!


     

"Magari cominciasse con voi giovani questa nuova cultura della pace, come fosse una nuova aurora.

Perche' oggi la terra e' una cosa sola, una nave sulla quale siamo tutti imbarcati e non possiamo permetterci che affondi, perche' non ci sara' piu' un'altra arca di  Noe' a salvarci.

Il mondo e' uno, la terra e' una; e tutti insieme ci salveremo o tutti insieme ci perderemo.

Deve scomparire il concetto di nemico, perche' una civilta' fondata sul concetto di nemico, non e' una civilta', ma una barbarie.

La civilta' e' solo quella della pace".


MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2003

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categoria:amore, riflessioni, speranza, tristezza, dedica, vita e morte, io non sono in guerra

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giovedì, 08 gennaio 2009

Immagine 075Immagine 042


Vi mostro due mie foto che ho scattato in un parco a Milano. Stupendo spettacolo! Non c'è che dire! Se avveniva nel periodo natalizio, lo si sarebbe  apprezzato molto di più, visto che si era  in vacanza. Invece ha creato tanto disagio, ieri in particolare, dove la città è  rimasta paralizzata. Per fortuna ieri sera è arrivata in aiuto la tanto attesa pioggia che ci ha salvati, per lo meno nelle strade centrali, dove finalmente si viaggia meglio, mentre le periferie sono ancora un disastro. Mi domando! Ma può una citta così grande e moderna, tecnologicamente avanzata e chi più ne ha più ne metta, paralizzarsi a questo modo?  Si sapeva già che sarebbe arrivata questa abbondanza, dalle previsioni meteorologiche! Io non saprei chi incolpare, se il sindaco, che ha lasciato aperte le scuole  provocando ancora più disagio, o tutta l'amministrazione pubblica che si è verificata incapace di gestire una situazione a mio parere gestibilissima. Bastava procurarsi del sale e mandare in giro quei giganteschi spazzaneve che hanno circolato solo in centro, per parvenza. Abbiamo saputo che eravamo a corto di sale, chissà perchè! Non potevano pensarci prima a procurarselo? Io da sempre ho sentito critiche a sproposito sul  meridione, attaccato  da sempre  dai settentrionali perchè poco organizzativi nei disagi climatici, accusandoli di essere lavativi e sfaticati e che  trovavano questa scusa per non andare a lavoro. Io a questo punto direi che non è così! Visto che queste cose succedono anche nel settentrione, ieri  in particolare, la maggior parte dei  posti di lavoro, erano deserti. Allora finiamolo con questi razzismi falsi e ipocriti. La gente si recherebbe al lavoro,  se gli viene consentito!

Aggiungo questa poesia che la mia cara
amica    ha lasciato nei commenti  e siccome la ritengo bravissima e sono felice che lei abbia composto per il tema che propongo in questo post, ho piacere di pubblicarla.Vi invito ad andare a visitare il suo blog. Ha un modo semplice ed espressivo nelle sue  poesie e regala  emozioni .






Neve

soffice candido manto

che

ogni cosa copre...

Candidi fiocchi

che

scendono

come lacrime a rigar

un volto...

Al suolo s'adagiano

con la lieve carezza

d'una mamma... 

Rosemary 


sussurrato da: lucia58 alle ore 14:28 Permalink | commenti (27) | commenti (27)--popup--
categoria:riflessioni, sfogo

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