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La vita, i colori della natura
la pace , la semplicità i bimbi ,
gli anziani , l'amore i baci e
il sorriso
La morte , Il Cancro
gli arroganti , i razzisti i prepotenti,
gli ipocriti
i furbi che approfittano del più debole
agendo sulla loro buona fede


Se avete piacere di portarmi nel vostro blog prelevatemi...

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Grafica e template creati esclusivamente per me dalla meravigliosa amica...
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martedì, 30 settembre 2008

Stagioni che fuggono...
Stagioni che tornano...
giochi di tinte
giochi di sapori
giochi di fragranze
giochi di tepori
ricordi indelebili
di albe e tramonti
di un nostalgico autunno
di un freddoloso inverno
di una tiepida primavera
di una calda estate
le età invecchiano
tutto muore
le stagioni
sempre vivranno
esse fuggono
ma poi...
sempre tornano
domenica, 28 settembre 2008
Tramite il blog di mio figlio ho letto questa email che ha pubblicato una sua amica , di una storia incresciosa accaduta ad una mamma di nome Barbara per un fatto di intolleranza verso persone inabili accaduto in un centro commerciale di Milano, in questo caso si tratta di un bimbo autistico. Io riporto esattamente l'email che Barbara ha mandato alla direzione del centro, con video annesso. Ho voluto proporvelo perchè in voi amici riconosco una grande sensibilità e volevo rendervi partecipi.Non scrivo altro perchè l'email si commenta da sè.
E-mail che fanno male.
Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago
Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete: • Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo • Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari • Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”
Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge. Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars. Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco. Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina. Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“. Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione. Ho pianto. Dal dolore. Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap: Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.- Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova. Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale. Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.
Lettera firmata
venerdì, 26 settembre 2008
Ecco ogni anno ripresentarsi il solito problema delle modelle anoressiche e quest'anno con l'aggiunta di tacchi vertiginosi. Ogni anno ipocritamente ci propongono la campagna pubblicitaria contro gli scheletrici corpi di queste vittime consapevoli o inconsapevoli in mano a degli irresponsabili. Ma a chi vogliono darla a bere? Gli stilisti non proporranno mai taglie normali e dicendo normali parlo di una 46, fà più effetto una taglia da Barbie su un'altezza da 1,80. Per giunta quest'anno hanno dovuto calzare tacchi di 10 cm e qualcuna ha provato difficoltà nella passeggiata a "gambe incrociate"(termine mio). A proposito donne udite! Pare che quest'anno ci sarà la moda del tacco altissimo e per chi è piccolina di statura come me il problema è risolto, finalmente ci illuderemo di essere alte o al massimo ci ricovereranno all'ospedale per fratture agli arti inferiori. Però ! Volete mettere la bella figura! Battute a parte, questi capi possono solo interessare i ricchi sfondati primo per i prezzi vertiginosi e poi per l'eccessiva eleganza, che, premetto, per noi del popolino sarebbe eccessiva anche per una importante cerimonia. Immaginate mè su tacco a spillo, premetto sono 1,56 di altezza, che vado in giro per Milano con fronzoli e trine o tutta scosciata con un abito di seta? Farei ridere i polli ahahahah. Io mi domando, perchè devono imbandire queste sfilate sfinimento e obbligare ragazze giovanissime a rovinare la loro vita incantandole con aspettative di successo, quando, potrebbero cucire il capo su richiesta, tramite un catalogo, alla persona interessata. Sò di fare un discorso sciocco e se mi legge qualche stilista di grido minimo mi strozza o mi dà della matta dopo i pazzeschi e faticosi preparativi organizzativi e il business che c'è dietro. Ma a me che mi frega se mi definiscono pazza?
giovedì, 25 settembre 2008
Oggi pomeriggio si sposa il mio nipotino Davide (alto 1,90 e 27 anni d'età ), uno dei tre figli di uno dei miei fratelli. Ho deciso di dedicargli questo post, visto che non ho potuto raggiungerli nella nella mia terra natia dove avverrà la cerimonia, per fargli i miei più cari auguri. Mi spiace tanto non aver potuto partecipare al matrimonio del mio primo nipote a causa di un mostro che mi ha scombussolato la vita. Ma non voglio parlare di cose spiacevoli oggi perchè per loro è un giorno di festa e di felicità ed io cercherò di viverla felicemente nel mio cuore seppur lontana. I figli dei miei fratelli che in totale sono 7, li amo tutti come fossero miei figli e poi la lontananza consolida maggiormente il grande affetto che nutro per loro. Davide è un ragazzo particolare, sempre ironico, scherzoso, con la battuta pronta e sdrammatizza sempre tutto, un asso nella conoscenza tecnica dei computer tanto che è diventato il suo lavoro. La sua futura moglie, Anna Maria è dolcissima e paziente con lui che è un giocherellone e sono sicura che saranno una coppia perfetta. Sò che questo argomento personale può non interessare a voi che siete estranei alla mia gioia, però, sapete anche che non posso fare a meno di confidarvi le sensazioni che vivo ogni giorno, altrimenti non sarei Lucia o no! Posto anche le immagine della chiesa di Maria S.S. del Bosco di Niscemi, paese natio di lei in provincia di Caltanissetta e della sala Villa Orchidea Garden di Comiso, paese natio di lui in provincia di Ragusa, i luoghi dove avverrà la cerimonia.

mercoledì, 24 settembre 2008

.....profonda la frase di Claudio Baglioni sui sogni, l'argomento che voglio trattare oggi. Quante volte vi è capitato di vivere una favola in un sogno, attraversare momenti felici o riuscire a fare azioni che realmente non riusciremmo a realizzare, vorremmo che durasse a lungo e desidereremmo non risvegliarci, ma, poi...... zac!!! La grande delusione del risveglio, il ritorno alla realtà e tutto svanisce all'improvviso. Capita anche il contrario e cioè di sognare brutte situazioni, con incubi pazzeschi, addirittura qualcuno che ci rincorre per farci del male e finalmente quando la paura ci attanaglia, trovare piacere nel risveglio, ringraziando la realtà nello scoprire che il sogno era solo tale. Poi, ognuno, dà le sue spiegazioni sui sogni, ci sono tanti psicologi o pseudo che hannno scritto libri ad iosa per dare le soggettive interpretazioni. C'è chi approfitta dei sogni propri od altrui per tentar la fortuna nel gioco attribuendo dei numeri a tal sogno o all'altro, naturalmente consultando il libro adatto a questo proposito. Io invece penso semplicemente che i nostri sogni siano lo specchio di ciò che viviamo giorno per giorno, se stiamo attraversando un periodo non tranquillo sicuramente ciò che sognamo è inerente a quello stato d'animo, viceversa se il periodo è idilliaco. Fatto stà che l'argomento sogno è oggetto di svariate discussioni e come al solito ci sono anche i furbi che ne ricavano anche profitto, esempio lampante, lo Stato! Auguro a tutti voi......

lunedì, 22 settembre 2008
Gironzolando in internet ho scoperto questo brano del grande Luigi Tenco che a mio parere era un poeta oltre che essere un eccellente cantautore. Mi ha colpito questa canzone del "63 che vi propongo. Io non la conoscevo tranne che quelle più note "Vedrai Vedrai","Lontano Lontano" ed altre, ma ascoltando le parole di questo brano mi ha colpito l'argomento ancora attuale, significativo e di protesta. "Cara Maestra " allora fu censurata dalla Commissione a cui fu proposta perchè appunto definita di protesta e Tenco fu allontanato dalle trasmissioni RAI per due anni. Tenco morì per colpa della società ipocrita, lui era una persona libera che cantava le ingiustizie ma gli furono sempre tarpate le ali. Spesso le delusioni e il non poter agire portano all'esasperazione e chi è debole ne fà le spese. Il caro Luigi, cantante triste col quale mi ritrovo, caratterialmente parlando, sparì senza immaginare che "Cara Maestra" poteva tranquillamente cantarla oggi, visto che dal lontano "63 non è cambiato molto. Vi propongo anche il testo così oltre che dall'ascolto vi renderete conto. Cara maestra (1963)
Cara maestra, un giorno m'insegnavi
che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali;
ma quando entrava in classe il Direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi,
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti... Mio buon curato, dicevi che la chiesa
è la casa dei poveri, della povera gente;
però hai rivestito la tua chiesa
di tende d'oro e marmi colorati;
come può adesso un povero che entra
sentirsi come fosse a casa sua?... Egregio sindaco, m'hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente: Vincere o morire!
Ora vorrei sapere come mai
vinto non hai eppure non sei morto,
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire
sabato, 20 settembre 2008
Carissimi amici, vi devo ringraziare per i commenti numerosissimi nel post precedente e non solo per quelli rivolti all'argomento ma anche alla preoccupazione sulla mia salute e soprattutto al grande affetto che mi dimostrate, che io già conoscevo, ma, che non nego, mi fà sempre commuovere e mi lascia sempre senza parole. Il ringraziamento và anche ai 16 amici/e che hanno lasciato dei pvt. Siete unici e non trovo parole, sarò noiosa nel ripetermi ma vi voglio un gran bene e non sò come ho fatto a meritare tanto da voi. Scritte queste parole, che vi dovevo, con tutto il mio cuore e la spontaneità che conoscete in mè, vengo a riferirvi il motivo della mia assenza confidandomi come sono solita fare con voi amici, facenti parte della mia vita. Circa una settimana fà ho aggravato la mia situazione di salute che era già compromessa da ciò che sapete. Sono caduta accidentalmente in casa di schiena e si sono create delle piccole fratture che mi costringono tuttora all'immobilità. Purtroppo come si dice "Piove sul bagnato" e oggi, che vi assicuro, sono riuscita a tirarmi un pò sù e a stare seduta, il primo pensiero oltre a far felice la mia famiglia che mi vedono meno sofferente è stato quello di portarvi a conoscenza del motivo della mia assenza forzata, questa azione che mi sono imposta di fare oggi e da attribuire anche a voi come se lo scrivervi mi ha messo un pò di forza dentro. Non sò se riuscirò a stare costantemente al pc in seguito a questo scritto, però, sappiate che mio figlio e mio marito mi aggiornano sui vostri commenti e su quanto siete speciali e...... che dirvi ancora. Vi Voglio Un Gran Bene.
Ps. Ho una nuova armatura che mi sorregge per stare in piedi qualche minuto, degna di una guerriera, come spesso mi chiama simpaticamente qualche amica. Quindi...cari amici bando alle tristezze, appena potrò prenderò il mio cavallo e correrò libera con la mia famiglia e combattere ancora quel mostro invisibile. Un grande bacio a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.La vostra Lucia
sabato, 13 settembre 2008
Per stare in tema scuola, visto che è da poco iniziata, mi sovvengono dei ricordi di quando frequentavo io. Ricordo che già da piccola era segnato che il mio quoziente intellettivo sarebbe stato molto scarso e avrei potuto benissimo fare concorrenza ad un asinello. Perchè poi il povero animale deve essere sempre tirato in ballo non l'ho capita! A scuola ricorreva spesso questa frase "Sei un asinello" da me che sono siciliana in dialetto si diceva "s'ì n'à scecca" (spero che si scriva così!), quando non si riusciva in determinate materie e i voti erano scarsi. Dovrò informarmi sul motivo del detto che offende questo laborioso animale! Non volevo cambiare l'argomento e cercare di ovviare al mio stato di estrema ignoranza, ritorno al punto di partenza ribadendo che sono tutt'ora in quello stato di sana estraneità a tutto ciò che è cultura. Penso che il dono dell'imparare si presenta già da bimbi, io in classe avevo delle secchione e mi faceva rabbia che siccome ero nipote di zie insegnanti ero sempre additata perchè non si spiegavano come mai io non avessi preso il loro esempio, come se l'intelligenza si trasmettesse dal DNA. Ma caspita! Io ero Lucia, una bimbetta timida ma svogliata fino all'apatia, non ero mica la zia Giuseppina o lo zio Mario! Mannaggia! Ma per quale motivo bisognerebbe essere tutti uguali! Avrei sinceramente voluto essere più desiderosa di imparare, studiare, informarmi e riuscire ad intrattenere discorsi con chiunque senza avere timori di fare brutta figura e dire fesserie, ma ciò non è accaduto! Adoro i ragazzi che si laureano, i secchioni e i bimbi che per la prima volta iniziano questa esperienza educativa alla cultura, ma dico anche se non si è portati è inutile insistere.
giovedì, 11 settembre 2008

Tenerezze,carezze,effusioni e vezzeggiativi......
tutti questi aggettivi racchiudono una parola sola "Amore" che varia rispetto al tipo di affettività e all'educazione ricevuta.
Una volta le effusioni affettive verso i genitori erano diverse da quelle che si manifestano oggi, non si era educati per la spontaneità, il rispetto verso il genitore era anche non doversi lasciare andare e anche se si aveva una gran voglia di dare un bacio o un abbraccio al proprio figlio e viceversa, ci si reprimeva perchè non bisognava esagerare. Mia suocera ad esempio dava i baci ai figli solo quando loro dormivano, spiegava questo gesto come una cosa naturale perchè a suo dire loro da svegli avrebbero approfittato della sua bontà, praticamente lei doveva dimostrare di non possedere debolezze per essere credibile nel ruolo di madre impassibile e ovviamente per farsi obbedire. Anche fra coppie sposate tutto era diverso, le uniche tenerezze avvenivano nel momento dell'atto sessuale. Oggi per fortuna tutto è cambiato si è più liberi nelle manifestazioni affettive. Le coppie non hanno timore di tenersi per mano, guardarsi languidamente negli occhi e farsi tenerezze in presenza di estranei, le mamme ai giardini stringono e baciano i loro bimbi, anche i nonni sono cambiati sia nei loro rapporti ma anche con i nipotini che viziano fino alla "nausea". Per non parlare dei vezzeggiativi o nomignoli affettuosi che ci si dà fra coppie o ai propri figli ,invece di chiamarsi col proprio nome ci si inventa un tenero vezzeggiativo adeguato alla persona che si ama. Ad esempio alcune coppie scelgono i nomignoli più svariati "Topa" ," Amò ", "Pulce" ed altro. Io ricordo mia zia materna che purtroppo non c'è più, che da piccola mi chiamava "Lulù ", anche se non cambiava molto dal mio nome, mi dava l'impressione di sentire delle dolci note musicali, lei in quel nomignolo esprimeva il suo immenso amore per mè ed io lo avvertivo, era come se quelle 4 lettere si insinuavano nel mio cuore facendolo gioire.E' così bello donare e ricevere Amore! W i baci e le carezze!
martedì, 09 settembre 2008

Mio figlio ama la musica come il cibo , sostiene che non può fare a meno di essa, che è vita e mi incita nell'imitarlo. Lui la ascolta in tutti i momenti della giornata per recarsi al lavoro e la sera a casa è il suo pane quotidiano. Io ogni tanto la ascolto ma solo quando sono obbligata a star ferma e in determinati momenti di stress dove non riesco a concentrarmi nella lettura. Ultimamente mi è successo spesso di escogitare questo trucco dettatomi da mio figlio e devo dire che ha funzionato. Mi ha aiutato a superare nottataccie in bianco e momenti tristi. Oggi, in uno dei momenti appena citati, ero in day hospital per le mie terapie, sdraiata sulla poltroncina, avevo le mie cuffiette alle orecchie e intanto che le dolci e gioiose melodie si diffondevano nel mio animo, facevo un analisi della situazione in cui mi trovavo. Pensavo, da una parte, alla vitalità delle 7 note che non si curavano di nulla vibrando incessantemente attraverso i fili delle cuffie e dall'altra, le pazienti come me che stavano lottando per la vita. Questo duo di differenze sentimentali, gioia e dolore, mi ha fatto riflettere su noi esseri umani vulnerabili e quindi destinati ad una fine e sulla musica che invece vivrà sempre nella notte dei tempi e non morirà mai.
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