La vita, i colori della natura
la pace , la semplicità
i bimbi , gli anziani , l'amore
i baci e il sorriso

La morte , Il Cancro
gli arroganti , i razzisti
i prepotenti, gli ipocriti
i furbi che approfittano del più debole
agendo sulla loro buona fede



Idee in libertà
mi frullano per la testa
riempio pagine vuote
di un diario virtuale
con svariati argomenti:sociali, spiritosi
seri, di vita, pseudopoesie e spesso
stati d'animo personali


26 ottobre 1958


***
Ricevuto da fioredicollina

 


***
La mia musica


15 agosto
2 novembre
6 cose belle
8 incredibili buchi
8 marzo
addio alle feste natalizie
affetti
agosto di sciagure aeree
al ministro brunetta
al voto
al voto politico
amici
amici di sofferenza
amore
amore adolescenziale
amuleti e cornini
annullarsi
anziani soli
arrossire
attimi idilliaci
attraverso gli occhi
auguri
baci abbracci
barzellette
bimbi
buon 2009
buone feste
canzoni di protesta
cartoline e auguri
come avrei voluto essere
come sirena
compleanno
correre
cosa ci aspettiamo dal 2009
countdown per la vita
credere
crescere e morire
davide e annamaria
decidere di vivere per sempre
dedica
dedica al mio compagno di vita
dedicato ai miei amici
delfini
depressione
diario psicologico di un malato
divise scolastiche
domenica di festa
donne
donne dellislam
dubbi di una 50°
economizzare
egocentrismo
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eutanasia
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fantasia e realtà
fantasticare
fatti incresciosi
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fede e dolore
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grazie amici
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lepifania
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per salvatore
per sun
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politica
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preghiera
preghiera al mio nemico
premi
premio
prevenzione
promesse non mantenute
pseudopoesia
psiche
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quando tenere la lingua a freno
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serenità
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vacanze in sicilia
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viaggio di non ritorno
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vita e fantasia
vita e morte
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Se avete piacere
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prelevatemi...

***
Grafica e template
creati esclusivamente per me
dalla meravigliosa amica...

Il luogo della dimenticanza e del riposo

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domenica, 05 luglio 2009

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Amiche mie, oggi  vi faccio entrare nella mia camera da letto. Vi presento in  modo particolare,  il mio comodino,   così com'era nel momento in cui ho scattato  la  foto. Il disordine che vige è stato voluto, non l'ho messo in ordine, come si fa in genere quando si attendono ospiti, dove ogni cosa fuori posto va riposta  in ordine  per fare bella figura, io amo vivere la casa e non ho fissazioni  di ordine, mi piace  tanto la pulizia. Ritornando al mio comodino, prima di spiegarvi il motivo del post, voglio fare una veloce descrizione di ciò che contiene, almeno  visibilmente. La lampada, essenziale nel buio della notte, mi permette di leggere prima di addormentarmi e  a rompere le scatole a mio marito nelle  mie notti insonni. L'immancabile libro o la rivista. I benedetti occhiali da vista,  ai quali ho dovuto abituarmi, ahimè,  per l'assenza di diottrie, dovute all'età che avanza. L'orologio da polso, che se non è in bella vista,  dimentico di indossare al mattino. Senza, mi sento persa. Lo scontrino, che mi ricorda il ritiro di qualche capo portato in lavanderia. Due dei miei cellulari, che utilizzo più  di frequente,  perchè, in uno ho la scheda tim e in un'altro ho la scheda 3 per dialogare più a lungo con i miei fratelli che vivono in Sicilia.  La sveglia, regalatami recentemente da una amica stupenda,  che fa girare le ore impietosamente,  soprattutto al mattino quando si va al lavoro. Dulcis in fundo (a dire il vero volevo nasconderla perchè me ne vergogno un po, ma poi ho deciso di essere sincera fino in fondo  anche su qualche  mia  mania di eterna bimba), l'adorata Barbie, che ho voluto regalarmi l'anno scorso.Da piccola l'ho sempre desiderata ma non l'ho mai avuta e finalmente ho potuto esaudire questo mio atavico desiderio. Dove poteva star meglio che nel mio comodino? Voi direte, per fortuna che doveva essere una breve descrizione! Va beh...dai!  Mi sono un po dilungata, così mi conoscete meglio.  Il motivo per cui ho scritto questo post  era per parlare dei nostri piccoli spazi personali che ci creiamo  in casa nostra. In generale condividiamo  tutti gli  spazi   con la nostra famiglia, cucina, soggiorno,bagno. Ma ci sono dei punti top secret , dove poniamo   un ordine tutto nostro e che  vietiamo  ai nostri cari.  Quando si decide di far famiglia è vero che si decide di spartire tutto, ma abbiamo anche bisogno di conservare i  nostri piccoli segreti e le piccole manie e così, un comodino  o un cassetto, può trasformarsi in  una cassaforte piena di ricordi o semplicemente di oggetti  nostri, riposti come noi desideriamo. A volte questo serve per  darci l'illusione di avere un pò di privacy in casa nostra. Anche voi avete  i vostri piccoli spazi?


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mercoledì, 01 luglio 2009


Le paure, alle quali mi riferisco  nel titolo di questo post, non sono quelle odierne  che abbiamo un po tutti o che ci  trasciniamo dietro dall'adolescenza, ma sono rivolte, in modo specifico, ad una condizione particolare che si viene a creare quando una parte del nostro organismo viene aggredita da un male terribile che si chiama tumore. Nella prima fase della scoperta del male, nella psicologia del soggetto malato, la paura  prende il posto della   speranza. Ci si affida con la mente e il corpo agli oncologi  e ai chirurghi, leggendo nelle loro gestualità e nel loro viso verità o bugie nascoste. Ogni loro piccolo segno  viene colto dal malato in negativo o in positivo,  loro si trasformano in giudici, ci  si aspetta    la condanna o l'assoluzione, ma  nonostante tutto, questo scoglio viene superato con successo.  I guai iniziano quando comincia la trafila dei controlli trimestrali  e  ciò diventa un calvario psicologico. Non riuscirà  mai nessuno ad immedesimarsi  nella psicologia  del soggetto malato è una condizione personale che se non l'ha  si ha avuta, non  si potrà mai capire. Ogni qualvolta si ritira un esito si innesca un meccanismo  perverso di emozioni altalenanti, di pianti e gioie che verranno rimandate  al prossimo giro di corsa.  Molto spesso ci si trova in difficoltà  davanti ad  una simile domanda: "Cosa hai avuto?". Come bisognerebbe rispondere!   "Avevo o ho  un tumore?"  Questo è un tragico  dilemma!  Non si è mai sicuri se è stato debellato del tutto, nessuno può dare certezze. Tutto è legato al tempo che trascorre, più anni passano, più si allontanano le paure. Ma finchè il periodo è quello incerto, il malato di cancro sopravvive, non riuscirà mai a riprendere in mano  la vita  di prima, i suoi pensieri saranno continuamente catapultati al prossimo esito e si porrà numerosi  interrogativi: "I valori tumorali come saranno stavolta, alti o bassi?  "Troveranno metastasi?".  Domande su domande che non avranno risposta, ma che arrovelleranno la vittima designata sempre più.  Naturalmente  ho descritto una situazione personale, ma ogni soggetto  non è uguale all'altro e può darsi che sia diversa la reazione. Coraggio e forza! Ecco ciò che mi sento di dire!


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categoria:riflessioni, speranza, paura, sofferenza, diario psicologico di un malato

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domenica, 28 giugno 2009



Due morti  mediaticamente  chiaccherate. Oggi anche morire diventa un argomento  giornalistico da trattare come una qualsiasi informazione di gossip,  in questi giorni ci hanno bombardati  su notizie in positivo e in negativo di ambedue personaggi, mattina a sera. Naturalmente ciò ingenera  nelle persone che guardano e leggono, giudizi  e motivo di confronto fra una morte e l'altra, senza rendersi conto  che  così  facendo, viene posta in secondo piano,  la tristezza che può portare   la notizia   della  scomparsa  di  una persona, aldilà che sia  un   affetto personale, oppure no.  In questi giorni  ho sentito una frase ricorrente, nei riguardi di Michael Jackson, "non mi dispiace la sua morte perchè se l'è cercata!". Ammesso che sia accaduto  ciò, io non  giudicherei, penso che dietro ai numerosi interventi  a cui Jackson si  sottopose, ci saranno stati i suoi  buoni  motivi. L'educazione e  la poca autostima ingenerano   questo genere di situazioni, forse, lui pensava che avrebbe avuto più successo trasformando il proprio corpo nel colore della "razza eletta" o semplicemente non si era  accettato. Noi non dovremmo criticare, visto  che nel nostro piccolo,  ricorriamo frequentemente dal chirurgo plastico per  rifare seni, labbra e altre parti del corpo che non accettiamo. Basta ricordare il caso di Laura Antonelli che è rimasta  sfigurata per un trattamento antirughe. Perchè non ci facciamo un esame di coscenza prima di dare giudizi colpevolizzanti?  La morte di  Fara Fawcett per fortuna  non è stata  commentata, visto che la sua  morte è avvenuta a causa del cancro. Ma tanto per non far torto al primo è  stato ricordato che, ai tempi della scoperta del suo male, fu  molto criticata perchè, tramite un documentario, volle raccontare il suo terribile calvario, incitando, in questo modo, la medicina, ad aumentare i fondi per   la ricerca contro il cancro al retto che è classificato, come frequenza, quasi  allo stesso posto del cancro al seno, per le donne. Secondo me  checchè  si   disse allora, ha fatto un'azione dignitosa avendo reso   pubblica la sua condizione, a volte, sentire  raccontare, da  chi  ha vissuto direttamente quelle tragiche situazioni,  può servire  a fare opera di convincimento in  coloro che non sono abituati a fare  visite di prevenzione e  molto spesso, per questo motivo, non  si salvano. Non c'è nulla di cui vergognarsi, basta pensare che è il male del secolo e chi più, chi meno,  ha almeno  una persona in famiglia che purtroppo è stato colpito da questo mostro invisibile. Io concludo senza altri discorsi inutili e porgo un saluto a queste splendide persone che ci hanno donato qualcosa di loro, moralmente e artisticamente. Ciao Michael e Fara.  Ps. se avete voglia, godetevi questo dolce brano di Jackson




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categoria:riflessioni, per michael e fara

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mercoledì, 24 giugno 2009




Dall'interno di una  una finestra   si riesce a intravedere  il trascorrere di una   vita. Basta dare un'occhiata attraverso i vetri e  la mente galoppa  nel passato.  Quanti ricordi  opachi attraverso quelle tendine, che hanno visto trascorrere albe, tramonti , notti stellate, temporali , fulmini, grandini, nevicate. Ogni mutamento di clima ci riporta a qualche aneddoto piacevole o  spiacevole dei nostri trascorsi. Per molte persone è una ragione di vita quel rettangolino di luce, per gli invalidi costretti sulle sedie a rotelle, per gli anziani che non hanno più la forza di muoversi e malati in genere che sono costretti ad una vita sedentaria.  Meraviglioso  sentire gli uccellini cinguettare, attraverso le imposte, che annunciano l'inizio di una bellissima giornata  di sole e  nell' aprirle restare  piacevolmente  accecati, per un breve momento, da quella luce mattutina che penetra e si insinua  in ogni angolo della casa. Bellissima la brezza frescolina del mattino che ci lascia   un piacevole brivido  nelle  membra.  Dolce il rintocco delle campane che annunciano  l'alba  facendo risvegliare la natura. Attraverso  i vetri si cominciano a vedere sagome in movimento, mezzi di trasporto  che scaldano i motori, la vita che ricomincia a muoversi. Il primo pensiero di noi  esseri umani, appena alzati,  ancor prima di far colazione è quello di andare alla finestra, dopo aver alzato la tapparella e spostato leggermente le tendine, osservare il mondo che ci circonda. Le finestre sono una parte essenziale della casa è la nostra spia che ci dà le prime notizie della giornata  e ci annuncia buone nuove o in alcuni casi, purtroppo, anche cattive.  Quanta cura ci si mette  nel tenerle in ordine, nella pulizia e  nella scelta delle tendine,  per renderle eleganti e accoglienti alle nostre  ricorrenti visite.




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categoria:riflessioni, ricordi

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lunedì, 22 giugno 2009


Come è complicata la convivenza con i nostri simili,  sul lavoro  in particolare,  il luogo dove la convivenza con i colleghi  è superiore a quella passata  con la nostra famiglia  e  con   gli estranei    dove,  sebbene per pochi secondi, si può arrivare ad un conflitto per svariati motivi. Tante teste pensanti è difficile che vadano daccordo, ognuno di noi è un piccolo mondo  e   per questo motivo  viviamo ognuno nel proprio habitat, in modo da non ledere lo spazio altrui. Ma questa apparente serenità vige   finchè non si varca la soglia di casa propria, subito dopo cominciano i dissidi.  Si potrebbe convivere in armonia se esistesse un reciproco rispetto e   la   non  prepotenza.  Purtroppo chi ha carattere malleabile, il cosiddetto buono, che non desidererebbe altro che avere  un rapporto sereno con i simili, ha vita grama  nel confronto con  colui che dà a questa caratterialità  un significato errato, scambiando la bontà per  poca caratterialità  e  si sente in dovere   di schiacciarlo,  imponendogli  la propria autorità e prepotenza.  Poi c'è la categoria dei furbi  che hanno poco rispetto per le  regole e  vogliono avere ragione a tutti i costi pur riconoscendo  di avere torto, costoro spesso hanno la meglio perchè sanno girare le cose a loro favore. Noi mamme, con i nostri piccoli, nella prima educazione,  tentiamo di imporre loro  delle   regole  pacifiche nei giochi   con i propri compagnetti, bandendo ampiamente  discorsi sulla  generosità e  la  non  violenza  ecc ecc. Tutti bei propositi che loro stessi , pur bimbi, modificano  appena notano che l'altro  amichetto   non attua lo stesso  comportamento   e noi madri,  non possiamo fare  altro che prenderne atto. Crescendo, la situazione peggiora e ci si accorge sempre più che in questa società non possono esistere "i buoni",  razza in estinzione. Alla   povera vittima non resta che difendersi per non essere annullato, mettendosi sul piede di guerra. Non avrei voluto concludere così questo post perchè io sono una persona pacifica e con un carattere molto sereno e altruista, ma ho dovuto arrivare a questa deduzione perchè ho  vissuto  e  vivo tutt'ora questa condizione , all'età di 50 anni , sulla mia pelle. Essere posta in condizione di   modificare il mio modo di fare  mi  fà star male, avrei voluto dire delle cose migliori  parlando di un  dialogo  democratico  risolutivo che ribadisco sempre quando ci sono questo genere di problemi, ma a volte, con determinate persone, non c'è ascolto e allora bisogna agire di conseguenza, ahimè!


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categoria:riflessioni, migliorare il mondo

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lunedì, 15 giugno 2009

Immagine 076




In questi giorni ho rispolverato vecchi ricordi conservati in una cartellina, nel mio armadio. Mettendo in ordine documenti sanitari e tant'altro, mi sono trovata in mano un gruppetto di cartoline e bigliettini, conservati da anni, ricevuti  da amici e parenti da varie località di vacanza, marittime e non.  Ho riletto con piacere i numerosi biglietti di auguri per i miei compleanni ed onomastici e sono rimasta  allibita nel notare   quante persone mi hanno pensata negli anni, nelle vacanze e nelle  occasioni. Ho scoperto  che tramite  le righe di un biglietto si può   fare un  piacevole tuffo nel passato e rivivere quegli attimi di serenità e di spensieratezza. Un passato giovane che sappiamo non tornerà più ma che vive nei nostri ricordi. A volte basta così poco per dimenticare i periodi brutti attuali se pensiamo a quelli belli andati via. Leggendo le varie frasi pur semplici di un banale augurio si può  notare, attraverso la calligrafia, l'affetto che vi  si  ripone  nel riempire con l'inchiostro quella pagina bianca. A volte cestinare i ricordi, soprattutto quelli scritti  è come voler cancellare un pò la propria vita, ma ciò  può essere ammissibile, quando, in realtà non si vuole ricordarla per motivi personali.  Io ad esempio  sono una persona che non ama conservare vecchie cose, anzi mi si rimprovera ovunque la mia mania di far manbassa di tutto a causa dei miei improvvisi raptus  di manie di ordine,  mi rendo conto che è così bello ritrovare uno scritto del proprio figlio che nell'augurarmi buon compleanno,  scrive" ti voglio bene" o un marito che scrive "sei la luce dei miei occhi". E' commovente e nel contempo divertente  rivedere i disegni delle  allora bimbe  delle mie amiche che mi dedicavano  dei disegnini innocenti, coloratissimi,  che  raffiguravano me   con una gran massa di capelli in testa, sinonimo dei miei ricci. Io penso  che le parole volano via  e si dimenticano facilmente, ma gli scritti restano all'infinito, se sono ben custoditi.






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categoria:pensieri, riflessioni, cartoline e auguri

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giovedì, 11 giugno 2009


Il bikini compie 60 anni di età.

Nacque nel lontano 5 luglio 1946  per opera di un sarto francese, Louis Réard.  Si fece fatica a trovare chi lo indossasse per via dei pregiudizi di quei tempi. Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris, prima immagine sulla sinistra, fu la persona che ebbe il coraggio di farlo. Il nome bikini  riprende il nome dell’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti stavano facendo esperimenti nucleari.Doveva quindi  fare l'effetto  di una bomba e pare che hai tempi lo scopo fù azzeccato.


 Da allora questo capo si è evoluto sempre più e non è mai tramontato, anzi è diventato un capo  essenziale per  le vacanze al mare. Le dimensioni  dei due pezzi  si sono notevolmente ridotte, gli slip sono diventati dei triangolini contenenti il minimo indispensabile e lo stesso  la parte superiore. Tutte noi donne abbiamo utilizzato questo capo almeno una volta. Da  ragazze, possedendo  un fisico snello,  lo si mette con più disinvoltura senza preoccuparsi delle prominenze, pian pianino, quando la cellulite e qualche chiletto in più si fà sentire ci si scopre l'indispensabile e  subito dopo viene in aiuto la manna  del pareo o dei  pantaloncini  che nascondono  i punti  salienti  che si ha vergogna di mostrare. Quando invece nulla può nascondere le rotondità, troppo evidenti, ecco che appare il costume intero, per sentirsi più a proprio agio e meno svestite. Ma c'è chi non ama rinunciarci e  appena arriva la primavera, comincia con feree diete per  raggiungere il peso forma e  riindossare  quei capi striminziti. Il bikini è un capo molto ammirato dai signori uomini che  da sdraiati, in spiaggia, si godono  beati le sfilate delle signorine  che sfoggiano i due pezzi multicolori. I loro occhi seguono il loro  percorso a cominciare   dalla parte  anteriore, per finire  su quella posteriore, dove lo sguardo si acutizza di più,  nascosto dagli occhiali scuri da sole per non farsi scoprire guardoni dall'eventuale compagna o moglie gelosa. Lo sguardo fissa quelle rotondità posteriori, finchè l'elemento di piacere si allontana dalla loro visuale  e diventa un puntino impercettibile. Quindi il bikini, oltre ad essere un capo femminile che libera   il  nostro corpo  dagli indumenti invernali nei quali  siamo costretti a nasconderlo  è anche una bella vista per gli ometti che si lustrano gli occhi nel vedere quei sinuosi corpi semi nudi girovagare per la spiaggia. Concludo facendo gli auguri a questo capo ampiamento utilizzato da noi donne
 . 


sussurrato da: lucia58 alle ore 22:40 Permalink | commenti (17) | commenti (17)--popup--
categoria:riflessioni, auguri

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lunedì, 08 giugno 2009

Stasera dedico  questo  post a due splendide amiche  che mi hanno donato questi  premi  un pò di tempo fà. Resto sempre allibita quando li ricevo perchè non penso di meritare tanto. Ma sapere che ci sono amiche che leggono  i miei post, apprezzano ciò che scrivo e ritengono di regalarmi un'immagine simbolica  per  farmi capire che tengono a mè, mi riempie di gioia. Io a mia volta li dono  a tutte le amiche e gli amici, non riuscirei a scegliere  perchè mi spiacerebbe per gli altri.  Ringrazio le  due dolcissime amiche lasciandovi il loro indirizzo invitandovi ad andarle a trovare nei loro blog.

Ne vale la pena!
 


Elvira





Daniela




 


Posto  questa poesia  dedicandola  a tutte le amiche  del blog che, come Elvira e Daniela, mi apprezzano e mi sono state sempre state  vicine e mi leggono sempre volentieri.

Vi voglio bene!



UN DONO

di Mahatma Gandhi

Prendi un sorriso,

regalalo a chi non l'ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole,

fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente,

fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima,

posala sul volto di chi non ha pianto.

Prendi il coraggio,

mettilo nell'animo di chi non sa lottare.

Scopri la vita,

raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza,

e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà,

e donala a chi non sa donare.

Scopri l'amore,

e fallo conoscere al mondo.

sussurrato da: lucia58 alle ore 22:00 Permalink | commenti (18) | commenti (18)--popup--
categoria:premi

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giovedì, 04 giugno 2009


Si potrebbero scrivere  innumerevoli pagine di un voluminoso diario sulle emozioni, sui pregi, sui difetti, e sulle contraddizioni di noi donne. Siamo esseri  con una carica emotiva  molto ballerina, riusciamo a ridere a crepapelle, ma basta poco per farci  andare in crisi  e fiumi di  lacrime solcano il nostro viso. Siamo permalose e ci offendiamo  per un nonnulla. Siamo molto instintive, agiamo senza contare fino a 10, come ci viene spesso consigliato dai saggi, ma col senno del poi, ci pentiamo,  pagandone le conseguenze.  Andiamo su tutte le furie perchè amiamo la perfezione e  pretendiamo che  gli altri siano come noi.  Siamo tanto spendaccione, ci piace da morire  fare schopping, abbiamo sempre qualcosa da acquistare,  i nostri armadi  sono stracolmi, ma per noi  sono  sempre vuoti. Le borse e le scarpe che possediamo,  chissà perchè, non si intonano mai con l'ultimo capo d'abbigliamento acquistato e la serie aumenta. Ne abbiamo talmente tante che non sappiamo più dove conservarle  e così pian pianino  finiscono in cantina ammucchiandosi alle altre. Per non parlare del vestiario, da un anno all'altro cambia la moda del corto, del lungo, del largo e dell'attillato e per stare al passo, ogni nuova stagione è una scusa per sostituire  i capi "vecchi". Amiamo  osservare la nostra categoria che possiede  fisici  snelli e slanciati,  l'ammiriamo  con un pizzico di invidia repressa, ma facendo intendere il contrario, criticandole. Ci piace essere vanitose e farci osservare.  Adoriamo spettegolare e  capita immancabilmente  che  fra colleghe di  lavoro o nei gruppi di amicizie  c'è    sempre un capo espiatorio, cavia, che sarà oggetto di  critiche   per  la   sola  colpa  di  avere un  particolare carattere o per un  eventuale difetto, quindi il poveretto/a, sarà oggetto di sfogo  e  argomento   di discussione.  Nei riguardi dell'amore siamo possessive e gelosissime, vogliamo essere sempre al centro dell'attenzione e a volte rischiamo di rovinare tutto.  Ho voluto elencare un pò delle  nostre caratteristiche, che possono essere giudicate negative nei confronti del nostro sesso,   non  attribuibili a tutta la categoria  ma a chi si riconosce in questi aneddoti. Sarebbe stato  naturale   scrivere solo delle bellissime qualità che a noi donne non mancano ed era inutile che le descrivessi, anche perchè, l'ho fatto in un'altro post.   Non volevo essere ipocrita ed ho voluto essere obbiettiva.  Io  non le ritengo negatività, ma vita  e se fossimo perfette, senza difetti, se difetti possono definirsi, ci sarebbe da riflettere perchè non saremmo normali.


sussurrato da: lucia58 alle ore 21:34 Permalink | commenti (21) | commenti (21)--popup--
categoria:amore, donne

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sabato, 30 maggio 2009

Carlo


Vi presento il mio amore più grande e cioè, il mio Carlo che ha 25 anni. Si arrabbierà un pò nel vedere  questa  foto che lo ritrae, perchè lui è molto riservato. Devo scattargliele di nascosto perchè sfugge, la posto senza il suo consenso perchè tanto è in missione segreta ahahah... Infatti mette gli occhiali anche quando non c'è il sole, per stare in incognito. Ma mi perdonerà perchè sà che lo faccio per amore(intanto mi metto al sicuro ihihih..)  Questo scatto  a mio parere è magnifico, cosa c'è di più bello nel vedere un figlio felice e sorridente? Io naturalmente non faccio testo in quanto è il cuore di mamma che scrive  e come si dice "i figli sò piezz i cori", quindi, non potrei mai dire il contrario. Vederlo sorridere così splendidamente mi riempie il cuore di gioia e ciò che mi auguro e  che non scompaia mai dal suo volto. Ma  purtroppo  il mondo non è così generoso con i giovani  e   l'impatto con  la realtà è dura. Appena conclusi gli studi cominciano i guai perchè  diventa complicato trovare lavoro. Le delusioni  si moltiplicano per altri eventi  e di riflesso vivono anche le nostre. Noi vorremmo sempre il meglio per loro e  tentiamo di salvaguardarli dalle insidie. Non diventano  mai adulti  per noi, saranno  sempre  i nostri  eterni piccoli  uomini, anche quando avranno la loro famiglia. Io spesso uso  vezzeggiativi  teneri per chiamarlo, lui  ha piacere delle mie attenzioni, ma solo se sono attuate in assenza di estranei. Ma a noi mamme viene naturale dare ai figli  tanto amore, magari esagerando. Io  sono convinta di trasmettergli un   valore importante con questo sentimento  meraviglioso e  spero  che non  debba mai  reprimerlo nel provarlo e nel donarlo. Il proposito di un genitore, quando si ha il desiderio di avere un figlio è quello di non fare errori  nell'arduo compito di educarlo, ma non è facile. Senza volerlo, gli trasmettiamo parte del nostro carattere, da piccoli sono delle carte assorbenti e tendono ad imitarci alla perfezione nel bene e nel male, bisognerebbe  captare e prendere al volo provvedimenti, quando sbagliamo. Il resto del compito  lo fà la società, quando cominciano a frequentarla. Io sono pessimista e non  vedo  in positivo  il suo  futuro , ho paura  che le situazioni peggiorino ancora più ,vorrei  proteggerlo all'infinito ma  purtroppo ciò non è possibile. L'unica speranza  è da riporre proprio in loro, che riescano a porre fine a questo scempio,  prendendo  in mano le redini del paese e salvarlo,  assicurandosi  così,  un  futuro  meritato, che noi, non abbiamo saputo dar loro. 



                                        
W i giovani!


sussurrato da: lucia58 alle ore 20:50 Permalink | commenti (29) | commenti (29)--popup--
categoria:riflessioni, speranza, sorridere

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